Un angolo di paradiso nelle Cicladi: Antiparos

Perché?
Antiparos (in greco Αντίπαρος) è una piccola isola greca di fronte a Paros. D’inverno conta circa un migliaio di abitanti, d’estate si popola di qualche turista, senza riempirsi mai troppo. Nella maggior parte delle Cicladi le strutture ricettive sono limitate e le distanze in traghetto scoraggiano di norma il turista d’assalto. Del resto, come dargli torto? 7 borse frigo, 12 sedioline pieghevoli, 4 tavoli e 3 ombrelloni giganti non sono esattamente semplici da imbarcare.

Com’è?
L’isola é molto ventosa e piuttosto selvaggia: di notte le lepri attraversano spesso le strade, tra le colline si sentono scampanellare mucche e pecore, le casette sparute sono rigorosamente bianche con finestre blu cicladico. Di tanto in tanto spuntano delle piccole chiesette ortodosse nel nulla. Può succedere che le strade sterrate, non sempre facilmente percorribili, costringano le macchine meno adatte a raggiungere le calette a piedi: la camminata tra gli arbusti sotto il cielo azzurro terso non delude mai. E, di nuovo, porta con sè la garanzia che stenderete il vostro telo su una spiaggia semi-deserta.

Se il piccolo villaggio di Antiparos vi annoia, nulla vi vieta di prendere un traghetto (funziona fino a notte inoltrata) che vi porterà in una decina di minuti e con un paio d’euro a testa a Paros, una delle Cicladi più grandi. Quest’isola ha più spiagge attrezzate e offre maggiori possibilitá di divertimento. Ma non si può certo dire che sia low tourist.

 

Che cosa ci ho trovato?

  • Fondali impeccabili, acque cristalline, spiagge pulite (sono tante e per tutti i gusti: sabbia, rocce, pietre, nudiste, per famiglie, per surfer…)
  • Cene deliziose (pesce, carne, aperitivi) tra i 10 e i 20 euro max in taverne curate e spesso vista mare
  • Cieli stellati incredibili.

Che cosa non ci ho trovato?

  • Spiagge affollate con vedette mattutine pronte a puntare la sveglia all’alba pur di piantare l’ombrellone vista mare prima di tutti e a delimitare il loro territorio sulla sabbia a suon di teli stesi e sguardi torvi
  • File chilometriche (e talvolta violente) per accaparrarsi un tavolo a cena. Un consiglio: andateci prima delle 21.30, sono le nostre 19 in Italia
  • Difficoltà di parcheggio con annesse strombazzate di clacson e insulti gratuiti
  • Turisti impazziti con bastoni da selfie che sfrecciano in ogni angolo per immortalarsi al tramonto in pose affascinanti (ammetto che qualche esemplare è stato avvistato, ma li ho contati sulla punta delle dita)
  • Caldo umido che senontituffitisquagli: grazie al vento siamo sempre sotto i 32 gradi e la sera non dimenticatevi una giacchetta.

Una botta di conti in altissima stagione (agosto)
Volo 250 – 300 euro fino ad Atene + 80/100 euro di traghetto fino a Paros (AR)
Ad Antiparos dormite a partire da 20 euro a notte
L’affitto di un motorino o di un’auto ha costi irrisori, così come il traghetto che vi porta nelle altre isole incluso il vostro mezzo di trasporto (Antiparos-Paros in 4 più auto: una decina di euro circa)

Chicche culinarie

  • A 3 euro potete sorseggiare ovunque un aperitivo super: l’oúzo. Sono 40 gradi di bevanda: se lo comprate da soli ricordatevi di diluirlo!
  • Se non vi va una portata unica potete ordinare “alla greca”: più mezédes (antipasti tipici da condividere a centro tavola). Ognuno costa tra i 3 e i 6 euro. Vi sembrerà di fare una scelta chic e light, ma vi accorgerete alzandovi da tavola che sarete satolli e soddisfatti. Consigliatissimi tzatziki, hummus, dolmádes, pitákia
  • Lasciatevi alle spalle l’abitudine dell’espresso: i frappè di caffè (freddi) non ve lo faranno rimpiangere
  • Idem per le birre: affidatevi alle locali Mythos, Fix, Amstel
  • Per evitare di essere riconosciuti immediatamente: ricordatevi che qui l’insalata non ha niente a che vedere con quel cibo triste che ingurgitiamo in pausa pranzo credendo di mantenere la linea. Ed è considerata un antipasto da condividere, spesso tutt’altro che leggero: nella greca troverete pomodori, cipolla rossa, feta o misidra, olive, cetriolo e peperone. Tutto ben condito. Altre varianti da provare: la taramosaláta e la melitzanosaláta
  • Infine, assaggiate le lacrime di Chios: dopo tonnellate di cipolla cruda e aglio tritato il loro sapore rinfrescante di cedro e pino vi permetterà di riallacciare i vostri rapporti sociali. Si chiamano Μαστίχα e sono spesso servite come “pastiglia” in un bicchiere d’acqua ghiacciato (ultima foto della gallery qui sotto).

Qualche curiosità? Rispondo più che volentieri nei commenti
Alla prossima!

 

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