Tra rafting e cultura… Valsesia e Sacro Monte di Varallo

Fate rafting almeno una volta nella vita perchè è un’esperienza unica e divertentissima!

Di anni ne sono trascorsi davvero tanti ma ci rido ancora sopra: splendida giornata, esperienza da togliere il fiato e compagni d’avventura fantastici.

Fu così che un bel giorno, io e miei colleghi di lavoro, partimmo in direzione Valsesia, provincia di Vercelli, e dopo poche ore, caschetto, muta e pagaia alla mano eravamo pronti…. a prenderci a pagaiate!

Se state cercando un modo per far fuori un collega, invitatelo a fare rafting!

“Allora, mi raccomando ragazzi – esordiva l’istruttore – poche regole ma memorizzatele bene: tenetevi ben saldi al gommone, se il gommone dovesse sobbalzare non alzate mai per aria le pagaie, se doveste balzare fuori dal gommone mettete sempre i piedi verso valle, non aggrappatevi ai vostri compagni, seguite le mie istruzioni. Tutto chiaro?”

“Siiiiiiii”

Quel sì, fu l’inizio di una tragedia!!!

Pronti via, al primo balzo del gommone, ci siamo ammazzati di pagaiate in testa… (non alzate mai per aria le pagaie!)
Dopo aver ricevuto una bella pagaiata sul grugno, per non cadere fuori dal gommone ci si aggrappa al collega vicino (non aggrappatevi ai vostri compagni!) e qui inizia la catena di S. Antonio… nel giro di due secondi ci trasciniamo tutti fuori dal gommone e tutti quanti allegramente ci dirigiamo di testa verso valle (mettete sempre i piedi verso valle!) prendendo a testate qualsiasi masso che s’incontra sul percorso….

E dal gommone una voce beffarda (dell’unica persona superstite… guarda caso l’istruttore!) aggiungeva: “Ah! Dimenticavo, l’acqua è molto fredda!”

Dopo aver sperimentato il congelamento rapido con sospensione del respiro arranchiamo a fatica riportandoci in postazione sul gommone e un particolare attira la nostra attenzione… le scarpe del collega… doppia sospensione del respiro per risata incontrollabile… le scarpe non hanno retto alla dura prova: suola completamente scollata e scarpa aperta a becco d’oca con calzini strabucati!!

Esperienza immensa… senza dubbio…

Ma la Valsesia non è solo rafting.

Il Sacro Monte di Varallo costituisce, tra i Sacri Monti esistenti, l’esempio più antico e di maggior interesse artistico, ed è stato dichiarato, nel 2003, patrimonio mondiale dell’umanità.

Si raggiunge via funivia (4 euro andata/ritorno o 3 euro per gruppi numerosi) ed è meta di molti pellegrinaggi, ma non troverete mai affollamento.

Si tratta quindi di un itinerario di interesse storico, artistico e paesaggistico da non perdere, adatto a tutte le età e assolutamente low cost e no stress.

Divertimento, cultura, arte e relax… ci sono tutti gli ingredienti per una giornata memorabile direi… provare per credere

 

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