L’inconfondibile identikit dell’italiano medio in vacanza… parola d’esperta! :)

Cosa vuol dire essere un viaggiatore sapiens? Beh, se vi riconoscerete nel seguente identikit sappiate che NON siete viaggiatori sapiens!
Oggi vi presento Saretta (no, non sto parlando di me stessa), un nome un programma!!

Correva l’anno 2004, l’anno in cui, dopo aver presentato una lettera di dimissioni mi trovai a far parte dello staff animatori Eden Village a Sharm el Sheikh…

E come se non bastasse, pochi giorni dopo aver iniziato quell’avventura, mi piomba in stanza lei, Sara, un’esplosione di allegria e entusiasmo… casinista per eccellenza, disordine all’estrema potenza!

Insomma, quella compagna di stanza che vorresti uccidere dopo il primo minuto di convivenza forzata

Non mi dilungherò nel descrivere quale fantastica esperienza ho vissuto quell’estate, le parole non renderebbero giustizia, e in questo post vi voglio raccontare un’altra fantastica testimonianza.

Abbandonato il sogno dell’animazione ognuno di noi è tornato alla realtà, inseguendo strade e sogni diversi.

Oggi Sara è una assistente di volo e non potevo non raccogliere la sua testimonianza sulle abitudini di viaggio dell’italiano medio…. tutta da ridere… leggere per credere!

 

Vi siete mai ritrovati in un luogo straniero, un po’ spaesati e guardandovi intorno, fra la folla di una piazza, nella quiete di una spiaggia, nell’ordine di un museo, avete esclamato la medesima parola “ITALIANI!“?
Sono un assistente di volo e da anni giro il mondo.
Posso assicurarvi che dall’imbarco, al vestiario, dal volo all’atterraggio, alla settimana di ferie, riconoscere un italiano è un gioco da ragazzi!
L’italia è moda e come si può abbandonare il marchio in vacanza?
La scarpa richiama il golfino arrotolato sulle spalle, una pashmina al collo anche se alle Maldive ci sono 40 gradi con il 70 % di umidità.
La polo ha il colletto alzato, giusto per darsi un tono e lo zaino versatile per un giro in città o una giornata in spiaggia è marchiato Invicta o Estpack.
Per la sera l’ uomo veste tassativamente in camicia e la donna ha con se una borsa o una pochette firmata di qualche noto stilista, che sia vera o falsa è un dettaglio, l’importante è ostentare!
Se poi non riuscite a riconoscerlo per questo, tranquilli, è quello che getta la gomma da masticare a terra e fa il furbo alle file.
Per entrare ai musei, alla fermata del pulman, in farmacia; se vedete una fila rettilinea di persone che aspettano il proprio turno e qualcuno che si insinua parallelamente, tranquilli ha decisamente sangue italiano!
Poi magari il tatuaggio “Made in Italy” è l’inequivocabile ciliegina sulla torta.
La cucina rende il nostro stivale amato in tutto il mondo, quindi perchè abbandonarlo proprio in vacanza?
Forse perchè l’espresso non sarà mai quello che amate bere a Posillipo, la pizza più che mozzarella di bufala avrà quella di Zebù e l’unica cosa al dente della vostra pasta sarà la dentiera del ristoratore.
Quando poi si sale a bordo per intraprendere il tanto atteso viaggio vacanze è imbattibile.
Inizia nel salire dalla scala posteriore, con valigie, borsette, cuscino già gonfiato, viveri di sopravvivenza e chi più ne ha più ne metta, quando sulla carta d’imbarco il posto assegnato è alla 3A!
Alcuni diventano esperti del mestiere e ci deliziano con battute sull’aviazione, sul pieno del carburante o si accertano dello stato psicofisico dei piloti.
Durante il volo sono dotati di radar incorporato, perchè gia dando un occhio dal finestrino sanno cosa e a che velocità stiamo sorvolando.
C’è chi vede le Bermuda per arrivare alle Mauritius!
Una cosa che mi diverte è giocare con la loro informazione geografica.
Loro si recano in agenzia e prenotano, non è importante se dove stanno andando è periodo di cicloni o pieno inverno, il pacchetto é conveniente e quello basta.
Che Zanzibar sia in Tanzania penso lo sappia il 15% dei vacanzieri.
Nella compilazione delle carte di sbarco si sottolinea anche la loro padronanza linguistica per qualsiasi altra forma di lingua straniera, si aggiunge la S per lo spagnolo e si fanno versi strani per l’inglese, il resto è noia….
Attenzione a non addormentarsi mentre si passa in cabina con il cibo, possono essere le 2 di notte, potreste aver mangiato antipasto, pizza, dessert, caffè in aereoporto qualche minuto prima, ma il vostro compagno/a vi sveglierà comunque dandovi una bottarella e sussurrando: “Ehi c’è da mangiare, cosa bevi?????”
Potreste non rispecchiarvi totalmente in questa grossolana descrizione.
Potreste essere stati bravi nel salire dalla parte giusta, senza fare troppe battute, trascorso il volo riposando, perchè non eravate cosi affamati, ma per il 99,9% dei casi non potete non cedere all’ultimo cliché.
Quando il carrello scende, le ruote toccano l’asfalto e si è giunti a destinazione, la frenesia vi assale, la ragione svanisce il buon gusto si sotterra e l’applauso è contagioso.
Non ho mai capito se è per la liberazione di essere arrivati vivi, per complimentarsi con il pilota rinchiuso da una porta blindata o per riattivare la circolazione bloccata da queste 12 interminabili ore trascorse in classe economica.
Ma comunque vada è Bello Essere Italiani!

Lo ammetto… ho superato anche l’ultima prova… mi dichiaro italiana media 0%, viaggiatrice sapiens 100%
Un bacione a Sara che ci ha lasciato questa divertente testimonianza e vi invito a seguirla a 30 mila piedi http://www.ioa30milapiedi.it/

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