I tesori della Basilicata: l’Incompiuta

Viaggiatori Sapiens amanti del turismo culturale aprite le orecchie: oggi vi condurrò alla scoperta una delle perle nascoste della mia Basilicata, regione spesso poco conosciuta e a volte immeritatamente bistrattata. In questo post, visiteremo insieme la cosiddetta Incompiuta. Naturalmente si tratta di una meta low cost, ma non fatevi ingannare da quest’aspetto: lo spettacolo che vi si aprirà davanti agli occhi è davvero impagabile!

Itinerario

Per i temerari che avranno il coraggio di spingersi all’interno del selvaggio territorio lucano, la destinazione da raggiungere è Venosa, comune di 12.000 abitanti situato a nord della regione. Per chi non volesse optare per le quattro ruote, in treno si può seguire sia la Linea Potenza – Foggia, fermata Rionero in Vulture o Melfi, sia quella di Gioia del Colle- Rocchetta Sant’Antonio – Foggia, con cambio a Rocchetta Sant’Antonio, fermata Venosa – Maschito. Gli aeroporti più vicini, invece, sono Bari Palese o Foggia.

 

Brevi cenni storici

Venosa che, tra le altre cose, ha dato i natali al celebre poeta latino Orazio, vanta un illustre passato. La sua fondazione come colonia latina risale al 291 a. C. e le testimonianze storiche presenti in città sono innumerevoli. E’ possibile, infatti, ripercorrere le tracce delle antiche civiltà vistando il Castello Aragonese di Pirro del Balzo, che ospita al suo interno il Museo Archeologico, le Catacombe Ebraiche, il Parco Archeologico, l’Anfiteatro Romano, il Parco Paleolitico di Notarchirico, l’Abbazia della SS. Trinità e l’Incompiuta.

Un museo a cielo aperto

E’ proprio su quest’ultima che voglio soffermarmi in quanto si tratta di una chiesa a dir poco fuori dal comune. Il suo impianto è stato progettato tra il XII e il XIII secolo con l’intento di erigere un maestoso edificio di culto da affiancare all’abbazia già esistente. Tuttavia, come suggerisce il suo nome, il progetto non è mai stato portato a termine. Il monumentale impianto della chiesa avrebbe dovuto presentare una pianta a tre navate divise da pilastri e colonne sormontate da capitelli corinzi. Uno degli elementi più caratteristici della struttura è indubbiamente rappresentato dall’utilizzo di materiali di reimpiego appartenenti ad edifici di età romana nonché ad elementi pertinenti a rilievi funerari, il che contribuisce ad accrescere il suo fascino indescrivibile.

Perché visitarla

Di certo è la chiesa che non ti aspetti. Oltre a non trovarvi i classici oggetti di culto, l’Incompiuta non ha soffitto né pavimento e i pochi elementi architettonici che la compongono sono slegati tra loro e si ergono fieri e solitari, incastonati solo dalla verde cornice naturale che li circonda. Sin da bambina questo luogo mi ha sempre affascinata e rapita al tempo stesso. Potevo passare ore tra le sue mura incomplete, le colonne libere di non dover sorreggere alcun peso e il soffitto fatto di nuvole sentendomi in piena sintonia con terra e cielo. La sensazione che si prova vistando l’Incompiuta è davvero difficile da spiegare, ma ti pervade appena superi l’arco semicircolare che funge da ingresso su cui si erge una lunetta decorata da un’iscrizione propiziatoria che chiede la protezione di Dio sul Tempio e sui monaci che hanno iniziato ad edificarlo, nonché la pace dello spirito e del corpo. Pur non essendo una credente da manuale, vi assicuro che varcando quell’arco si raggiunge esattamente quello stato. Provare per credere!

Due giudizi a caldo

Sfogliando il quaderno delle note, consultabile all’ingresso del Parco Archeologico, ho scelto un paio di testimonianze che possono aiutare a rendere le emozioni che l’Incompiuta trasmette ai suoi visitatori: “questa chiesa sembra avere per tetto il cielo, per pavimento il prato e per pareti il tempo” e ancora “nell’Incompiuta avverti la forza titanica che racchiude l’infinito”. Io non potrei essere più d’accordo con entrambi.

Il biglietto low cost

Passando al lato pratico, se siete curiosi di vistarla, potrete farlo gratuitamente fino ai 18 anni, al costo di 1,25 € dai 18 ai 25 anni o se siete degli insegnati, o al costo di 2,50 € se non ricadete in nessuna di queste categorie. Inoltre, acquistando il biglietto potrete accedere anche al Parco Archeologico e al Museo nonché alle Catacombe Ebraiche e al Parco Paleolitico di Notarchirico (per queste ultime occorre però effettuare una prenotazione).

Infine, se volete scoprire altri tesori nascosti della regione, optando per un biglietto cumulativo di 4 €, valido per tre giorni, potrete accedere anche al Castello Normanno-Svevo di Melfi che ospita al suo interno il Museo Archeologico della città.

Buon viaggio Sapiens! Aspetto i vostri commenti e le impressioni a caldo.

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