Montagna, gambe in spalla: 52 gallerie a 2000 metri

Non sono una grande appassionata di montagna, nè una camminatrice esperta.
Però c’è un percorso a cui sono affezionata, a quattro passi dal mio paese d’origine (Schio, nell’Alto Vicentino) che è spettacolare per diversi motivi.
 

Perché?

Siamo sulle piccole Dolomiti, tra le province di Vicenza e di Trento, sul massiccio del Pasubio, detto il monte “sentinella”. Perchè dovrebbe interessare al viaggiatore sapiens?
  1. La montagna é un’ottima alleata per sfuggire a orde di turisti indisciplinati a costo zero
  2. Su queste cime si è combattuta buona parte della prima guerra mondiale: un pezzo importante della storia d’Italia. Facciamolo questo ripassino di storia!
Se avete gambe buone per camminare 2,5/3 ore all’andata e 2 al ritorno, vi consiglio quindi una gita alla Strada delle 52 gallerie. Munitevi di torcia (alcune gallerie sono buie) e di scarpe adatte (altre sono scivolose). E considerate che a 2000 metri starete bene con una felpina di pile. Se scegliete questa gita causa livello di sociopatia elevato, sappiate che tra i camminatori vigono norme di buona educazione ferree: vi toccherà quanto meno salutare con un cenno i viandanti che incrocerete. La passeggiata è alla portata di tutti, ma può succedere che qualcuno sia sprovvisto di torcia e vi chieda aiuto per percorrere le gallerie più lunghe. Anche qui: non potete esimervi

Com’è?

Si tratta di una mulattiera militare, unanimemente considerata un’infrastruttura strategica e fondamentale per il presidio del territorio italiano durante la guerra e per garantire gli approvvigionamenti al riparo dal tiro austriaco.
La strada è un vero e proprio capolavoro d’ingegneria militare, considerando l’epoca in cui fu costruita e la rapidità d’esecuzione: i lavori cominciarono il 6 febbraio 1917 e finirono nel novembre 1917. Il percorso è lungo 6.555 metri, di cui 2.335 sono suddivisi in 52 gallerie scavate nella roccia. Il dislivello è di 712 metri.

Che cosa ci ho trovato?

  • Panorami mozzafiato, cucuzzoli che spuntano nella nebbia
  • Camosci e muli che saltellano vispi tra le cime
  • Aria buona di montagna e reazioni sconcertate all’idea che il percorso sia stato costruito in soli 9 mesi
  • Sulla cima il Rifugio Achille Papa (1919 m) che offre leccornie per riprendere le forze e affrontare la discesa a valle. Volendo potete fermarvi anche a dormire quassù.

Che cosa non ci ho trovato?

  • Rischi particolari per chi non ha molta esperienza in montagna: bastano un po’ di fiato e di resistenza nelle gambe
  • Difficoltà di orientamento: la strada parte da Bocchetta Campiglia e arriva al Rifugio Papa: impossibile sbagliare o perdersi.

Chicche e curiosità

  • La 19ª galleria, oltre a essere la più lunga (320 m), ha un tracciato elicoidale a 4 tornanti, all’interno di un gigantesco torrione di roccia.
  • Anche la successiva n. 20 è scavata all’interno di un torrione roccioso e, per superare il notevole dislivello, si avvita su sé stessa come un cavatappi.
  • All’uscita della 47ª si raggiunge il punto più alto della strada (2.000 m), dal quale si gode un panorama superbo.
  • Potete continuare il percorso salendo fino al Dente italiano e al Dente Austriaco a quota 2200 metri. Le due cime sono traforate da trincee e gallerie occupate dai due eserciti che si sono fronteggiati durante la guerra. Lungo il percorso ci sono pannelli didattici che illustrano gli aspetti storici delle fortificazioni. Dal Dente Italiano si può arrivare alla vicina Cima Palon (m. 2232).

Per i più secchioni: la storia del Monte Pasubio e della Strada delle 52 gallerie, in 10 minuti, raccontata da un esperto.

Come arrivarci?

  • Da Schio: seguite le indicazioni per Valli di Pasubio e, attraverso una strada in salita, arrivate al passo Xomo (m. 1058). Da qui proseguite sulla sinistra, sempre in macchina, fino a raggiungere il passo Bocca di Campiglia (m. 1216), dove c’è un parcheggio a pagamento (5 euro, accettate solo monete), punto iniziale della strada delle gallerie.
  • Da Rovereto: uscite dall’autostrada del Brennero a Rovereto sud, seguire per Marco e attraversate il centro di Rovereto. Svoltate a destra seguendo le indicazioni per la Vallarsa. La strada prosegue in salita per qualche chilometro. Attraversate Anghebeni, raggiungete Pian delle Fugazze e, dopo 3 km. svoltare per il passo Xomo. Proseguite per un paio di chilometri fino a raggiungere la bocchetta Campiglia (m. 1216) dove si può parcheggiare l’auto.

Buona camminata!

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