Costa Rica e Panama, tour in 20 giorni all’insegna del fai da te: itinerario, dove pernottare e come muoversi

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Cari viaggiatori sapiens eccomi a proporvi una nuova meta: Costa Rica con capatina a Panama.

Un altro viaggio 100% fai da te, sicuro e facile da organizzare anche perché si parla lo spagnolo ma anche l’inglese è conosciuto bene.

Questa è una meta adatta per chi ama la natura, i paesaggi e gli animali. Vi sembrerà di essere protagonisti di un documentario.     

L’itinerario che vi propongo è il seguente:

  • Panama city
  • Baia Drake
  • Corcovado
  • Manuel Antonio
  • Monteverde
  • Arenal
  • San Josè
  • Tortuguero
  • Porto Viejo de Talamanca
  • Bocas del Toro (Panama)

Il modo migliore per visitare questo Paese in autonomia, è il noleggio di un’auto.
Noi ci siamo affidati a www.natcar.com, è la spesa più gravosa sul budget del viaggio ma indispensabile. Per 15 gg, prendendola a Paso Canoas e lasciandola a Puerto Viejo,  abbiamo speso 1000 euro. Si potrebbe risparmiare programmando questo viaggio con amici e dividendo la spesa.                                              

E’ possibile spostarsi anche con mezzi pubblici, decisamente più economici, ma che forse vi faranno perdere più tempo, oppure affidarsi a compagnie private che offrono un servizio di mini-bus ai turisti. Alcune di queste compagnie sono:

Tutti gli alloggi potrete tranquillamente prenotarli su www.booking.com oppure contattare direttamente le strutture dai siti che vi darò. Sono tutti molto disponibili e rispondono abbastanza velocemente.

Partiamo il 14 agosto con un volo non molto comodo, ma se si vuole risparmiare la soluzione è fare almeno 3 scali: Milano-Madrid, Madrid-Miami, Miami-Panama city, la spesa è stata di 688,00 € a testa (prima prenotate e più alta sarà la probabilità di trovare voli a prezzi più bassi).  

Assicuratevi che lo scalo a Miami duri almeno due ore perché dovrete rifare il controllo passaporti e quindi affrontare una bella fila.

Vi ricordo, che anche se solo per uno scalo, quando si attraversano gli Stati Uniti è necessario avere l’ESTA.
Il visto si può ricevere compilando un modulo on-line sul sito http://www.esta.us/italiano.html al costo di 14 USD, dura due anni quindi potrebbe tornarvi utile. Inoltre assicuratevi di non avere sul vostro passaporto timbri di Paesi non ammessi  negli USA  perchè in quel caso dovrete fare un visto direttamente al consolato e ci vorrà almeno un mese.

Per entrare a Panama è necessario avere un biglietto di ritorno ma per noi Italiani non serve il visto.
Potete trovare tutte le informazioni su www.hablayapanama.com/it .

Arriviamo a Panama city, città strana, metà super moderna, grattacieli, hotel di lusso, e metà stile Cuba, case basse tutte colorate, per un attimo mi sembrava di essere tornata all’Havana.

La parte vecchia mi è piaciuta molto, si passeggia tranquillamente tra le piccole viuzze ed è facile incontrare qualcuno che ti prepara una granita grattando il ghiaccio direttamente da un enorme blocco ghiacciato, o una signora che ti sbuccia e taglia a pezzi un succosissimo mango.

Molto bello anche tutto il parco lungomare che collega i due estremi della citta, vecchia e nuova.

Per pranzo ci siamo fermati al mercato del pesce incuriositi dalle tante recensioni che avevamo letto ma è stata una grande delusione, abbiamo mangiato il piatto forte della zona, ceviche di pesce, ma non mi ha fatto impazzire, questione di gusti, e il posto non era neanche il massimo per pulizia.

Molto interessante e assolutamente da non perdere a Panama è il famoso Canale di Panama. Siamo stati accompagnati da un taxista chiamato dall’hotel che per 40 USD è rimasto con noi per tutto il tempo e ci ha fatto da cicerone raccontandoci tante curiosità sul passaggio delle navi e sull’importanza economica per il loro Paese. C’e anche un museo dove si possono vedere foto e reperti di quando il canale era in costruzione.

Per questi due giorni abbiamo soggiornato all’Hilton Garden Inn spendendo circa 154 euro.

Dopo due giorni a Panama city inizia la nostra vera avventura, ci aspettano 15 giorni in Costa Rica.

Prendiamo un volo interno con www.airpanama.com che ci porta alla città più prossima al confine, David (prezzo del biglietto in due 215,72 USD).
Da qui saliamo su un taxi, che al costo di 50 USD ci lascia davanti alla dogana dove sbrighiamo le formalità passaporti.

Qui abbiamo perso un po’ di tempo perché non si capiva bene a quale sportello rivolgersi e ci hanno rimbalzato un paio di volte ma alla fine ci siamo riusciti e a piedi attraversiamo il confine entrando in Costa Rica.

A pochi metri troviamo un rimorchio di un camion usato come ufficio della compagnia con la quale abbiamo noleggiato l’auto, una 4×4, in questo paese è d’obbligo.

Una volta recuperato il nostro Jimni 4×4 partiamo alla conquista della prima tappa. Ci dirigiamo verso la Baia Drake dove passeremo 4 giorni, di cui due nel Parco Nazionale del Corcovado. Questo parco è molto selvaggio e ricco di fauna, infatti molto spesso è la location ideale per la realizzazione di documentari. Qui abbiamo previsto un trekking di due giorni nella giungla e due  giorni nella Baia alla ricerca di balene.  

Lasciamo la macchina in un parcheggio di un ristorante (6 USD al giorno), indicatoci dal proprietario del lodge in cui pernotteremo e aspettiamo la barca che ci porterà a destinazione.

Nella Baia Drake non ci sono bancomat e nessuno accetta carte di credito quindi procuratevi dei contanti.

Dopo la prima notte partiamo per il Corcovado, raggiungibile con dei motoscafi veloci che partono dalla baia.
Può essere visitato  in giornata, con delle escursioni organizzate, oppure si può decidere di rimanere la notte soggiornando con tende da campeggio nell’unico posto disponibile, la Sirena ranger station  al centro dell’unica spianata del parco. Ovviamente mio marito ha scelto questa seconda opzione.  Per contattarli potete scrivere alla mail [email protected], vi forniranno loro tutto l’occorrente per il campeggio. Vi consiglio di preparare un piccolo zaino con l’occorrente per due giorni e lasciare il resto nel lodge in baia.

Questa stazione viene usata dai ranger per effettuare studi su animali e piante e per mantenersi, permettono ai turisti di usarla come punto d’appoggio.

Vi avverto, ci vuole molto molto spirito di adattamento, è sporca, i bagni sono quasi inutilizzabili, non c’è elettricità, quindi quando fate rifornimento di cibo per i due giorni, tenete presente che non ci sarà il frigo e una volta sceso il sole vi ritroverete al buio, quindi attrezzatevi con torce.

La mattina invece verrete svegliati dai versi preistorici di scimmie, questo però è davvero molto suggestivo. A fare da cornice a tutto questo c’è un caldo e un’umidità insopportabile.
Il costo non è neanche molto “low”, a testa abbiamo speso 250 euro con una guida privata che ci ha accompagnato nel trekking anche perché da soli non è possibile farlo. Abbiamo incontrato il nostro ranger, direttamente alla Baia Drake, la sera prima della partenza e ci ha accompagnato al piccolo supermercato per le provviste necessarie ai due giorni successivi dandoci due dritte.


Spesa per il Corcovado


  • acqua in quantità
  • pane in cassetta
  • scatolette di tonno
  • latte in polvere o succhi di frutta
  • formaggio sottovuoto
  • biscotti vari

Al di là di questo, e mi rendo conto che non è poco, il parco è stupendo. Sembra davvero di essere protagonisti di un documentario, molto selvaggio e pieno di animali. E’ un’esperienza forte che, se pensate di poter sopportare, vi consiglio di fare.

Tornati nella Baia Drake abbiamo deciso di partecipare a un’escursione alla ricerca delle balene, noi l’abbiamo prenotata da casa tramite il proprietario del lodge Finca Maresia che avevamo scelto per il pernottamento (www.fincamaresia.com).
Si parte con  una piccola barca e due guide che ci spiegano di cosa si occupa la loro associazione e ci danno qualche informazione sulle balene del posto.

Siamo fortunati e ne vediamo molte, all’inizio in lontananza, vedendo i loro spruzzi ma poi ce le siamo ritrovate davanti, saltavano fuori dall’acqua come fossero le protagoniste di un balletto.  
Devo dire che è stato un vero spettacolo, anche le guide erano elettrizzate perché non capita spesso. Altra esperienza bellissima è stata nuotare immergendo le orecchie sotto il pelo dell’acqua per sentirle cantare.

Come dicevo prima, abbiamo pernottato in un bellissimo lodge immerso nella natura dove la sera si cena insieme agli altri ospiti su una lunga tavolata nella terrazza all’aperto. La spesa è stata di 120 dollari in due per tre notti. Il proprietario è uno spagnolo che ha deciso di cambiare vita trasferendosi dall’altra parte del mondo.

Recuperiamo la nostra macchina e ci dirigiamo verso Manuel Antonio. Qui ci dedichiamo a qualche ora di spiaggia e visitiamo il Parco di Manuel Antonio  dove si trova una delle spiagge più belle. State attenti agli orsetti lavatore che cercheranno di rubarvi il cibo che avrete nelle vostre borse. Ne ho visto uno portarsi via pane e formaggio mentre la proprietaria si faceva il bagno!

E’ molto turistica e troverete molti locali, ristoranti e tante tante scimmie! Tra i ristoranti molto carino è il www.elavion.net, il bar è stato recuperato dalla cabina di un aereo.

Qui abbiamo pernottato al Jungle Beach Hotel, prenotato su www.booking.com e spendendo per due notti 118 euro in due.

Le due notti successive le abbiamo passate a Monteverde, siamo in montagna quindi le temperature cambiano e diventano necessari felpa e pantaloni lunghi. La strada per raggiungerlo non è delle migliori, qui si rende davvero utile il 4×4 non solo per lo sterrato ma anche per le grandi buche e massi che dovrete superare.

Monteverde è una sorta di parco avventura gigante: qui vi proporranno un sacco di attività, trekking, rafting, zip line, infatti troverete un sacco di giovani.

Noi abbiamo optato per quest’ultima, prenotandola da casa sul sito www.selvatura.com.
Abbiamo fatto un percorso di 18 postazioni tutte raggiungibili con la carrucola immersi nella foresta nebulosa, prezzo 70 USD a testa. Esperienza molto divertente e per niente pericolosa, c’erano anche bambini con noi. Vi proporranno il noleggio di una videocamera da mettere sul caschetto e l’acquisto delle fotografie scattate dal loro fotografo. Se dovete scegliere vi consiglio la telecamera perché le foto sono 50 scatti dello stesso lancio e per la cifra che chiedono non ne vale davvero la pena.  Abbiamo anche partecipato a un’escursione, prenotata sul posto, alle piantagioni di caffè e canne da zucchero. Se non avete mai visto niente di simile è interessante. A Monteverde abbiamo scelto di passare le due notti al Monteverde Luxury Hostel spendendo 50 euro a notte in due (anche questo preso su booking), molto carino perché le camere sono dei lodge in legno nella foresta.

I due giorni successivi li passiamo a Arenal, famosa per il suo vulcano, Il suo grande lago e l’acqua termale.

Alloggiamo a Arenal Oasis Eco lodge spendendo per due notti 125,00 euro. Anche qui abbiamo la nostra casetta privata nella foresta. Il personale è molto gentile e disponibile, il motto è sempre PURA VIDA. La mattina si fa colazione insieme ad un decina di uccelli di specie diverse, tra cui il picchio, simpaticissimo.

Il menu di pranzo e cena è lo stesso che abbiamo trovato nel resto del Costa Rica: riso, pollo, gallo pinto (riso con fagioli), uova, un po’ ripetitivo ma niente male.


Cose interessanti da fare a Arenal


  • Trekking intorno al vulcano
  • Relax alle terme dove potrete prenotare anche la cena
  • Visita alle cascate la Fortuna dove si può fare un bagno rinfrescante ai piedi della cascata
  • Tour in notturna alla ricerca delle rane più strane e particolari del Costa Rica, in particolare la raganella, che è il simbolo di questo paese

Tutte queste uscite potete organizzarle direttamente sul posto, vi proporranno un sacco di alternative e non c’è il rischio di annoiarsi.

Il prossimo obiettivo è il Tortuguero, ma per raggiungerlo meglio fare tappa a San Jose. La città non mi è piaciuta molto, sporca, piena di senza tetto molesti. Arrivando da giorni immersi nella natura è stato davvero uno shock trovarsi imbottigliati nel traffico della città.

E’ comunque la capitale, e visto che ci si deve passare, un giro lo facciamo lo stesso.
Vi consiglio di prenotare solo una notte. Noi abbiamo pernottato al Radisson hotel, 65 euro a notte.
L’indomani non vediamo l’ora di partire e ci dirigiamo verso il Tortuguero.  

Anche qui dovrete lasciare la macchina in un parcheggio custodito e prendere una barca per raggiungere la meta.                       

Il Tortuguero è un grande parco nazionale famoso per le tartarughe che depositano le uova sulle sue coste e qui assistere a questo miracolo della natura. Noi abbiamo prenotato l’escursione da casa, una guida di notte vi accompagnerà sulla spiaggia, e, con l’aiuto delle loro torce rosse, vi sarà consentito, pochi alla volta, di avvicinarvi e assistere a questa meraviglia.
E’ molto emozionante. Vi chiederanno di vestirvi con colori scuri e vi vieteranno di portare cellulari o macchine fotografiche, così da evitare di confondere le tartarughe con altre luci diverse da quella della luna.
Meglio così, almeno la frenesia di fare foto non vi rovinerà il momento. Un’esperienza fantastica che vi consiglio di fare assolutamente. Molto bella è anche la gita in canoa tra le mangrovie e la fitta vegetazione del parco.

Qui abbiamo alloggiato a La Baula Lodge, 112 euro per due notti. Posto carino con anche una piccola piscina. La particolarità è che le finestre non hanno vetri, ma solo le zanzariere, e mi raccomando, chiudete sempre la porta perché l’orsetto lavatore è sempre in agguato alla ricerca di cibo da saccheggiare.

Chiudiamo il cerchio a Porto Viejo de Talamanca (riconsegneremo anche la macchina).      

Questa è una cittadina di surfisti un po’ figli dei fiori. L’atmosfera è molto rilassata, ci sono belle spiagge e bei ristorantini. Qui siamo stati ospiti di una coppia tedesca trasferitasi in Costa Rica 25 anni fa.

Il loro B&B si chiama El Tucan Jungle Lodge, 45 euro a notte ([email protected]).
Ad aspettarvi ci saranno anche due labrador e un bradipo che è solito riposare su un albero proprio davanti ad una delle camere (la nostra).

Da qui potete decidere se concludere il vostro viaggio oppure prolungarlo con qualche giorno di mare. Essendo sul confine con Panama noi abbiamo deciso di raggiungere Bocas del Toro.
Ci sono navette, prenotabili dall’Italia, che vi permettono di raggiungere il confine.

Noi abbiamo contattato Caribe Shuttle and boat (www.caribeshuttle.com) spendendo 67,20 USD in due. L’autista è venuto a prenderci e ci ha accompagnato al confine. Dopo aver sbrigato le faccende burocratiche attraversiamo un ponte e ci ritroviamo a Panama.

Qui ad aspettarci troviamo un altro autista che ci porterà al porticciolo dove una barca ci accompagnerà sull’isola. Noi abbiamo scelto di trascorrere 4 giorni al All Natural Resort.
E’ un posto particolare, le stanze sono delle palafitte senza pareti, direttamente sul mare. Molto bella è la cena, rigorosamente insieme agli altri ospiti, circa una decina di ogni nazionalità. Tutta la capanna viene riempita di candele e la cena viene servita con molta cura ed è composta sempre da piatti diversi e ricercati. Il prezzo è un po’ altino 195,3 dollari a notte per due.

Da qui si torna a Panama city per il volo di ritorno.

Un viaggio all’insegna della natura e alla scoperta di un popolo sempre sorridente, disponibile e positivo al grido di PURA VIDA.

Amanti della natura fatevi sotto e Pura vida a tutti!

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